parlato: Ecco, i riflettori si accendono, gli animatori prendono posto, tutto è pronto, l’azione sta per cominciare.
Uno spettacolo senza precedenti, un lavoro colossale, una rappresentazione drammatica e sconvolgente.
Gente silenziosa si prepara per un rito
senza precedenti nella storia,
non si sa nemmeno se abbia un nome il condannato,
un’immolazione senza gloria.
parlato: Non è una finzione scenica, lo bruciano davvero… iperrealismo… nemmeno Iacopetti.
Alto come il cielo, un grande fuoco,
sta per cominciare il sacrificio…
Negli autobus del centro l’uomo muore,
nei campi seminati l’uomo muore,
ha ancora braccia e gambe e un corpo sano.
Nei cinema affollati l’uomo muore,
eppure c’ha gli occhi aperti e un volto umano.
Brucia, brucia, si agita e si contorce,
brucia, brucia ma non c’è più pietà per lui.
Da soli in una stanza l’uomo muore,
nei gesti più generosi l’uomo muore,
tra un whisky, un libro d’arte e una risata,
nei giorni di riposo l’uomo muore,
con tutta la sua famiglia abbarbicata.
Brucia, brucia, si agita e si contorce,
brucia, brucia ma non c’è più pietà per lui.
Bruciano i suoi sentimenti, le gioie, gli slanci, gli amori, gli affetti più teneri,
bruciano senza rimpianti i successi, il pensiero, gli errori, i contrasti, la sua dignità.
Un grande fuoco nell’aria,
alla memoria,
no, non c’è alcuna pietà
è la fine di questa società.
parlato: Ecco, basta, piano, così, adagio, dissolvenza, perfetto, ‘SSS…’, pianissimo, atmosfera, ecco così, bene, molto bene.
Via le masse adesso, adesso via le masse, mandate via le masse, piano, pianissimo.
Via le masse ho detto! Vogliono fare tutti i protagonisti, via, via, via.
Il vecchio è pronto? Ecco avanti il vecchio, fatemelo vedere, bello, così, figura intera, di più, di più, ecco perfetto…
Vaga tra la polvere del rogo un vecchio saggio,
vive del ricordo di quei gesti,
vuole ricomporre il vecchio uomo e con coraggio
cerca tra la cenere i suoi resti,
raccogliendo i pezzi in mezzo al fumo
ha rimesso insieme quasi un uomo.
parlato: Eh, eh, eh! E che fa? Cerca i pezzi! E li mette insieme… li incolla… è pazzo eh? Un restauratore! Ma dove siamo.
Uhè? Ma cosa ci fai con quei pezzi lì? L’uomo? E no, basta con i rimpianti. Chi l’ha detto che la morte non è allegra? Chi l’ha detto che bisogna ricostruirlo? E poi… con quei pezzi lì viene come prima, no?
Chi lo rivuole? Il pubblico? Ma siete matti, c’avete una strana idea della gente.
Ma certo, quando si parla a tutti si hanno delle responsabilità umane e sociali, bello… e allora si fanno le indagini di mercato, si trovano gli ingredienti, un po’ di ottimismo, e dai con i contenuti umani e l’uomo, l’uomo, l’uomo! Ma quale uomo? Non raccontiamoci palle, contenuti umani! Non ci crede più neanche il papa!
Certo quando si parla alle masse bisogna usare un linguaggio scadente, adatto a tutti. C’avete una strana idea delle masse. Non piace più a nessuno il vostro uomo. E’ a voi che vi fa comodo. Siete voi che lo rivolete! Credete alla ricomposizione, ah, bella roba! Che vorrebbe dire riprendere tutti i pezzettini di prima, rimetterli insieme e alla fine viene fuori… mio zio! Ecco a chi assomigliate. Assomigliate allo zio, vi ho visto in televisione. No, lui è più simpatico, ma anche lui parla sempre di contenuti umani… contenuti umani, non ci crede più nessuno, non ci crede più nessuno!
O ci crediamo tutti! Paurosi, resistenti, attaccati ai nostri pezzetti bruciati, vecchi, ammuffiti, putrefatti.
Chi l’ha detto che la morte non è allegra?
In cerca di un orgasmo l’uomo muore,
nei grandi condomini l’uomo muore,
davanti a una cucina apparecchiata,
parlando coi suoi figli l’uomo muore,
fa ancora una resistenza disperata.
Brucia, brucia senza nessun rimorso,
brucia, brucia tanto oramai non serve più.
Nei pianto dei poeti l’uomo muore,
nei cruscotti lucidati l’uomo muore,
nel linoleum degli uffici riscaldati,
tra un sorriso e un cappuccino l’uomo muore,
nelle sfide tra gli scapoli e ammogliati.
Brucia, brucia senza nessun rimorso,
brucia, brucia tanto oramai non serve più.
Brucia la sua resistenza, i suoi amori morbosi, gli sforzi, le angosce più inutili,
brucia i congressi, la scienza, la grande nevrosi, la falsa coscienza lavata col Dash.
Un grande fuoco nell’aria,
muore la storia,
no, non avere pietà
è la fine di questa civiltà.
parlato: Ecco, ottimo, è così che dicevo io, piano, macchina indietro, così, chi l’ha detto che la morte non è commerciale. Indietro piano, così, ecco, dissolvenza, …
Fine del primo tempo.
Giorgio Gaber (pseudonyme de Giorgio Gaberscik; 1937-2000) était un auteur-compositeur-interprète, dramaturge, acteur, humoriste, guitariste et metteur en scène italien, considéré comme l'un des artistes les plus importants du spectacle et de la musique italienne depuis la Seconde Guerre mondiale. Né à Milan dans une famille d'origine slovène, Gaber s'est rapproché de la musique dès son jeune âge, se produisant dans des lieux milanais et collaborant avec certains musiciens de jazz. En 1960, il a fait ses débuts en tant que chanteur-compositeur au Festival de Sanremo avec le morceau "Il mio nome è", obtenant un succès modeste. Au cours des années 1960 et 1970, Gaber s'est imposé comme l'un des auteurs-compositeurs les plus originaux et innovants de la scène italienne, caractérisé par des paroles engagées et une musicalité expérimentale. Il a collaboré avec plusieurs artistes, notamment Enzo Jannacci et Gino Paoli, et a participé à de nombreux festivals de musique. Parmi ses chansons les plus représentatives, on peut citer "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" et "Non ho paura". Gaber s'est également consacré à la mise en scène théâtrale, mettant en scène ses propres œuvres et celles d'autres auteurs. Sa carrière artistique a été marquée par un engagement social et politique fort, exprimé à travers ses chansons et ses représentations théâtrales. Giorgio Gaber est décédé à Milan en 2000 à l'âge de 63 ans.
La chanteuse de renom Rihanna et le rappeur A$AP Rocky ont récemment fait la une des journaux du monde entier en dévoilant le nom de leur deuxième enfant.
Avec son riche héritage culturel et sa scène musicale dynamique, Paris offre un paysage sonore unique qui continue de captiver les mélomanes du monde entier.
Il vient de loin, d'une terre riche de culture et de traditions millénaires, une terre qui surplombe le Pacifique, mais qui se baigne aussi dans les Caraïbes et qui ces dernières années est surtout connue pour les terribles nouvelles liées au trafic de drogue
C'était le 5 avril 1980 quand un groupe inconnu et sans nom a joué dans une église désacralisée de la ville universitaire d'Athens en Géorgie. À peine deux semaines plus tard, ils ont choisi un nom R.E.M. , et ilt ont sortiun single et en 1983 un album "Murmur".
Avec 7 albums à leur actif, le groupe est une source d'inspiration et de créativité au niveau mondial, au cours de ces 20 années il n'a cessé d'influencer le paysage musical et de créer des tendances.
Nous continuons donc à voir un balancement entre les festivals d'été et non, nous devons les annuler car nous ne pouvons pas garantir la sécurité.
Il sont 7, ils ont presque tous la vingtaine, ils aiment le post-rock et aussi expérimenter différents sons. Plus qu'un groupe, Black Country est une communauté.
J'ai l'impression qu'avant d'aborder le sujet traité dans cet article je dois faire une prémisse: le reggaeton n'est pas vraiment mon genre préféré, il se réfugie dans un rythme très banal avec des textes que 99% du temps décrivent la femme comme un objet disponible à l'homme macho.
Le film très critiqué «Musique» de Sia qui voit son début en tant que réalisatrice vient d'être nominé comme meilleur film au Golden Globe 2021. L'actrice principale Kate Hudson a été nominée dans la catégorie Meilleure actrice.