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Paroles Il mattino del 26 luglio de Unòrsominòre.

Il mattino del 26 luglio

parliamoci chiaro, chi parla di calcio non è innocente, non esser conscio è esser complice, non esser conscio è esser complice. parliamoci chiaro, la lotta di classe è così fuori moda mio caro, e ognuno è democratico, ognuno è popolare, ognuno è di buon cuore ma per sentito dire, tutti a sporcarsi di libertà senza sapere cosa vuol dire. bella nazione di rincoglioniti, quindici milioni di semianalfabeti e un altro quarto non capisce quel che legge, è la stagione delle piogge, pettinati mediante telescherno ad ascoltare massaie opinioniste, a dir cazzate in coda alle poste. evadere il cervello, lamentarsi e perdonarsi anche quello, incollati alle tonache ai servi ai leccaculi, sempre ignoranti come cani, a dar retta alle labbra bavose di un vecchio con l'ictus, a un delinquente pagliaccio, ai suoi deliri da pazzo. la verità è che non ci frega un cazzo. e voi, che fra poco prima o poi direte male di lui, dove siete nascosti in questi anni di merda? siete rimasti col culo incollato al divano a guardare la domenica sportiva o l'olocausto nucleare, voi che sorridete alla vita per non esser volgari, voi persone normali, ve ne tirate fuori silenziosi come faine, imperturbabili nella devastazione. e c'è in regalo di serie in dotazione un bel 25 luglio per ogni generazione, fascisti la sera partigiani a colazione, la grammatica della resistenza è indecifrabile ormai, la grammatica della resistenza non la decifriamo. bisognerebbe saper dire di no, privarsi di qualcosa, declinare un invito, rinunciare al compenso, alla paga più alta, all'applauso standard, all'aperitivo, a cavalcare l'onda, per rialzarsi in piedi, la testa in su, rialzarsi in piedi
 
 

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